Padiglione italiano alla China Education Expo

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/Francesco Ruffa

Il padiglione è articolato in singoli stand, dove ogni università italiana può interloquire con gli studenti cinesi. Ogni stand possiede un tavolino a forma di stivale, da un lato incastrato alla parete e dall’altro appoggiato su una gamba trasparente. La campitura tricolore del tavolino prosegue come una scia dalla parete dello stand. Due sgabellini a forma di Sicilia e Sardegna, riservati ai visitatori, completano lo stivale.
Lo spazio complessivo è rarefatto e decontestualizzato. Il percorso espositivo entra in contatto con un’icona dell’Italia quasi magica (il tavolino), una sorta di proiezione che pare calata da lontano. Il piano d’appoggio è come sospeso, a metà tra il qui e l’altrove.

Padiglione italiano alla China Education Expo

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/Francesco Ruffa

Origine del concorso
L’oggetto del concorso nazionale «Design Padiglione Uni-Italia» era il progetto del Padiglione Italiano alla China Education Expo 2011. In questa edizione l’Italia era presente in qualità di “special guest”.
Uni-Italia, l’ente banditore, è stato istituito da tre Ministeri (Esteri, Istruzione e Interno) e dalla Fondazione Italia Cina con due obiettivi. Uno è favorire l’attrazione di studenti e ricercatori stranieri verso le università italiane. L’altro è incentivare la cooperazione universitaria con altri paesi (Cina, Vietnam, Indonesia, Brasile, Iran e Corea del Sud).
Il tema del concorso, sintetizzato nello slogan “Italia: face to face with the future”, mirava a uno spazio inteso come luogo di incontro tra due nazioni che devono far convivere una cultura antica e uno sguardo proteso al futuro.

Interpretazione del tema
L’Italia è famosa nel mondo per molte eccellenze: l’arte, il mare, la cucina, il vino, la moda, il design, le automobili, il più generale “Made in Italy”. Il progetto è partito dal quesito se il padiglione dovesse evocare quei valori che tutto il mondo associa al nostro paese. La scelta è stata quella di andare oltre e provare ad essere convincenti su ciò che l’Italia è oggi.

Obiettivo
Nell’intento del progetto, doveva emergere un’Italia fiduciosa di sé, capace di vedere il futuro al di là del passato. Un futuro che apparisse come una pagina bianca tutta da scrivere.

Progetto
Da un punto di vista funzionale, il Padiglione Uni-Italia è stato articolato in singoli stand dove le più importanti realtà accademiche italiane potessero autopromuoversi con gli studenti cinesi interessati a studiare all’estero. Ogni stand possedeva un tavolino a forma di stivale, da un lato incastrato alla parete e dall’altro appoggiato su una gamba trasparente. La sua campitura tricolore proseguiva come una scia dalla parete dello stand. Due sgabellini, riservati ai visitatori completavano lo stivale con la forma della Sicilia e della Sardegna.

Lo spazio complessivo appariva come rarefatto, decontestualizzato, in cui il percorso espositivo smarriva la sua concreta realtà ed entrava in contatto con un’icona dell’Italia quasi magica (il tavolino), una sorta di proiezione che sembrava calata da lontano. In linea con il tema del concorso, il piano d’appoggio era come sospeso, a metà tra il qui e l’altrove, tra il presente e il futuro: face to face with the future.

 

Origin of the contest
The object of the national contest “Design Padiglione Uni-Italia” was the design of the Italian Pavilion at the China Education Expo 2011. In that edition, Italy appearead as a special guest.
Uni-Italia, the organizing institution, was founded by the Foreign Affairs, Education and Interior ministry as well as by the Italy-China Foundation. The purpose was dual: attracting foreign students and researchers to the Italian universities and promoting university collaborations with other countries (China, Vietnam, Indonesia, Brazil, Iran and South Korea).
The theme of the competition, summarized in the slogan “Italy: face to face with the future”, was a space intended as a meeting point between two nations which have to combine an ancient culture and a look into the future.

Interpretation of the theme
Worldwide, Italy is famous for many different excellences: art, sea, food, wine, fashion, design, cars and the more general “Made in Italy”. All of these are values that the world unequivocally associates to our country. Arisen from the question whether the pavilion should evoke those values or not, the project eventually chose not to and go further. The purpose of the pavilion concerned what Italy is today.

Target
The project should communicate that Italy believes in itself and sees the future beyond the past. A future as if it were a blank page to be written.

Project
From a functional standpoint, the Uni-Italia Pavilion was divided into individual stalls, reserved for the most important Italian academic institutions. In that way, Chinese students willing to study abroad could come into direct contact with teh institutions. In every stall, there was a table shaped like a boot flag, suspended on a transparent leg. The colours were the same of the Italian flag. Two small stools, reserved for the visitors, were shaped like Sicily and Sardinia to integrate the Boot.
The global space was rarefied, decontextualized, where the exhibition lost its concrete reality and came into contact with an almost magical icon of Italy (the small table), a sort of projection which seemed dropped from afar. In line with the theme of the contest, teh top was suspended, halfway between here and elsewhere, between the present and the future: face to face with the future.

 

Uni-Italia

Allestimento della mostra milanese “Mirografie", che a Milano nel 2012 espone 15 interi progetti di comunicazione realizzati da Joan Miró.

Mostra con opere grafiche di Miró

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/Francesco Ruffa

Mostra
L’allestimento deve confrontarsi con l’artista catalano Joan Miró, che curò l’immagine coordinata di numerosi eventi artistici, realizzando per ognuno manifesti, cataloghi e inviti. Questi prodotti grafici sono i protagonisti della mostra milanese “Mirografie”, che espone dal 20 gennaio al 5 febbraio 2012 una settantina di pezzi estratti da una collezione privata dieci volte più ampia. L’obiettivo è quello di fornire 15 esempi di interi progetti di comunicazione realizzati da Miró.

Allestimento
L’allestimento propone lungo un percorso circolare una bacheca discontinua che raggruppa e separa le opere secondo l’evento artistico a cui fanno riferimento. Il tema centrale, coerente con la natura delle opere in mostra, è il perenne contrasto tra serialità e unicità.
Ogni elemento di OSB è sia un numero qualunque della serie da 15, sia un oggetto poetico la cui divagazione è giustificata da “dovere di servizio”. La forma è infatti pura conseguenza dei poster e dei cataloghi relativi al singolo progetto di comunicazione che il contenitore espone.
L’effetto complessivo è una serie di 15 oggetti in bilico tra il quotidiano e l’onirico. Qualcosa di simile a ciò che erano, ben più nobilmente, i progetti grafici di Miró.

 

Show
The Catalan artist Joan Miró took care of the corporate image of numerous artistic events, creating posters, catalogues and invitations. Those graphic products are the protagonists of the Milanese exhibition “Mirografie”, which, from January 20th to February 5th 2012, has shown seventy pieces chosen from a private collection ten times wider. The goal is to provide 15 examples of entire communication projects carried out by Miró.

Exhibit Design
The exhibit proposes, along a circular path, a discontinuous board that groups and separates the works according to the artistic event to which they are referred. The central theme, coherent with the nature of the exhibited works, is the perpetual conflict between seriality and uniqueness.
Each OSB (Oriented Strand Board) element is both an ordinary element of the series and a poetic object whose digression is justified by “a call to serve.” The form is indeed a mere consequence of the posters and catalogues related to the individual communication project that the container exhibits.
The overall effect is a series of 15 objects, which are balanced between the everyday and the dreamlike. This is something similar to what Miró’s graphics projects, more nobly, resembled.

 

Committente privato